Stati
Uniti-Europa: di Riccardo Sanchini POLITICA 1.
USA. Federal Trade Commission (FTC). Internet. Banche dati. Marketing.
Dati sanitari. Ricerche e sondaggi. California HealthCare Foundation. www.ftc.gov/os/1999/9907/pt071299.htm
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www.chcf.org
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www.healthcentral.com
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www.ivillage.com THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 18/02/2000 THE
NEW YORK TIMES ON THE WEB - 19/02/2000 2.
USA. Federal Trade Commission (FTC). Internet. Banche dati. Marketing.
Pubblicità. New York State Attorney General. Michigan Attorney General.
Electronic Privacy Information Center (EPIC). DoubleClick. www.doubleclick.net
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www.privacychoices. Con l'ingresso di Internet in una fase matura, preservare la privacy e l'anonimato dell'utente sta diventando un problema importante. La tecnologia rende possibile alle imprese e alle agenzie pubblicitarie online di trasformare Internet in un regno dove le attività e le abitudini sono monitorate e registrate all'insaputa o senza il consenso del consumatore. Il caso della DoubleClick (cfr.PRIVACY WORLD NEWS N. 2/15; N. 3/13; N. 4/2) appare in questo senso istruttivo. Tutti gli utenti dovrebbe ricevere una chiara informazione sulle modalità di raccolta e di impiego dei dati personali. Tutelare la privacy sarà utile per il futuro di Internet anche solo per il fatto che i consumatori devono sentirsi abbastanza sicuri da partecipare. Editoriale Anche: THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 24/02/2000 THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 18/02/2000 THE
WASHINGTON POST ON LINE - 18/02/2000 FRANKFURTER
ALLGEMEIZE ZEITUNG - 23/02/2000 3. USA. Internet. Banche dati. Texas. Dallas. Karen Stewart vs Yahoo!Inc. www.yahoo.com - www.nvc.org/law/stlktx.htm Un avvocato texano, Lawrence J. Friedman, ha denunciato presso la Corte distrettuale della Contea di Dallas la Yahoo! Inc. e la sua controllata Broadcast.com per la violazione della legge dello Stato del Texas che punisce il crimine di appostamento e di inseguimento furtivo (stalking). Nella denuncia si sostiene che la legge anti-stalking va applicata anche nel caso dell'utilizzo dei "cookies" per il monitoraggio elettronico degli utenti di Internet senza consenso o a loro insaputa. THE
NEW YORK TIMES ON THE WEB - 18/02/2000 4. USA. Legislazione. Internet. Hackers Bisogna ringraziare gli hackers per tre importanti lezioni: 1) con il tramonto degli Stati nazionali e la creazione di reti mondiali ognuno di noi è diventato una superpotenza, anche i vandali; 2) la raccolta massiccia di informazioni su tutti i movimenti degli utenti di Internet ha creato non un Grande Fratello ma tanti Piccoli Fratelli; 3) il Governo è il solo che possa proteggerci dalla superpotenza dei cybervandali e dal pericolo dei Piccoli Fratelli. Thomas
L. Friedman Anche dopo l'ultimo attacco degli hackers un grande ruolo del Governo non è in agenda. Il Governo dovrebbe rimanere un partner cooperativo allo scopo di facilitare la rapida crescita del commercio elettronico. Il problema rimane quello dell'applicazione della legge senza che vi sia la necessità di nuove leggi o di un nuovo quadro normativo. La privacy è una delle questioni più spinose. Gli USA hanno adottato l'approccio della autoregolamentazione, lasciando che l'industria on line fissasse le sue norme sulla raccolta dei dati personali degli utenti. Ma i gruppi pro-privacy affermano che l'autoregolamentazione dà troppo potere alle imprese e troppo poco potere ai consumatori. L'industria ribatte che i timori sulle schedature di massa sono esagerati. La questione della privacy è così delicata che gli esperti suggeriscono una legislazione "minimalista" per conquistare la fiducia del consumatore ed assicurare il rapido sviluppo del commercio elettronico. Steve
Lohr Internet è stata paragonata a un villaggio dove nessuno chiude le porte a chiave. La gente è portata ad idealizzare simili luoghi ma spesso dimentica il rovescio della medaglia. Un estraneo non può tossire senza che una dozzina di vicini se ne accorga. Non per nulla la gente ha sempre abbandonato i villaggi, felice di scambiare il "sentimento comunitario" con i brividi della vita di città. Il Web è ora ad un crocevia, grazie anche all'ultimo attacco degli hackers. Con sollecitudine inopportuna il Governo cerca di trasformare atti di vandalismo in una minaccia alla sicurezza nazionale. Ma il più grande pericolo è rappresentato dai "veri credenti" i quali vogliono che il Web rimanga un villaggio. Nel mondo fisico accettiamo che la protezione della polizia non sia assoluta e che alcuni scelgano di vivere in quartieri blindati o istallino sistemi antifurto. Allo stesso modo dovremmo comportarci col Web. Editoriale Anche: Gina
Kolata INTERNATIONAL
HERALD TRIBUNE - 21/02/2000 THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 24/02/2000 BUSINESS
WEEK - 28/02/2000 THE
ECONOMIST - 19/02/2000 5. USA. UE. Legislazione. Lo scontro tra Europa e USA in materia di privacy sottolinea le profonde differenze di concezione del ruolo del Governo. Almeno due conclusioni vanno tratte. Una è che la questione della privacy rappresenta per certi aspetti la disputa commerciale del futuro, la quale probabilmente verterà tanto su differenze culturali e sociali quanto su tariffe e sussidi. La seconda è che nel disegnare le regole per governare il suo mercato interno, la UE dovrà prestare più attenzione alle implicazioni per il resto del mondo. Editoriale La speranza che Internet si autoregolasse sulla privacy sta svanendo rapidamente dopo che una nuova tecnologia invasiva ha prodotto uno sciagurato diluvio di intrusioni. Lo studio commissionato dalla California HealthCare Foundation (cfr. supra PRIVACY W-NEWS N.5/1) sulle violazioni compiute dai siti di ambito medico è indicativo. Le nuove tecniche rendono fin troppo facile catturare i dati degli utenti e le promesse di privacy di un sito Web sono spesso completamente speciose. La pressione in favore della tutela della privacy viene pure dall'estero. La Direttiva UE sulla protezione dei dati verrà applicata dopo il 31 marzo anche alle società americane operanti in Europa. Il consenso degli utenti dovrebbe essere la chiave di tutto. Le aziende di Internet stanno sognando se pensano che la violazione di diritti individuali fondamentali faccia parte del loro modello di impresa. Se non forniscono subito garanzie di privacy il Governo dovrà intervenire. Editoriale Anche: THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 24/02/2000 DIE
WELT - 24/02/2000 Marc
Rotenberg - intervista THE
NEW YORK TIMES ON THE WEB - 23/02/2000 6. USA. UE. Legislazione. Internet. Intelligence. National Security Agency (NSA). "Echelon". www.cryptome.org/stoa-atpc.htm Echelon, questo è sicuro, serve alla lotta contro il traffico di droga, il crimine organizzato, il terrorismo ecc. Ma, secondo il rapporto del Parlamento europeo, è anche utilizzato nei settori delle alte tecnologie e della difesa per fornire alle imprese americane delle informazioni pirateggiate ai loro concorrenti europei al fine di intascare dei mercati a spese di questi ultimi. Si dirà che gli europei non sono sprovvisti di talento in materia di spionaggio industriale. Ma il fondo del problema è che nessuno di loro possiede individualmente una macchina delle dimensioni di Echelon e che è loro difficile intendersi in ragione del ruolo eminente che vi gioca uno dei Quindici e non dei minori: la Gran Bretagna. Non si accuserà qui i latini, e particolarmente i francesi, di crisi acuta di paranoia anti-anglosassone: anche certe imprese tedesche figurano tra le vittime di Echelon. Poiché gli Stati Uniti rivelano agli alleati solo quello che vogliono rivelare degli ascolti di Echelon, questi sono in posizione congenita di inferiorità: non sanno quello che sanno gli americani. Editoriale I Governo anglofoni non negano più che Echelon esista ma respingono il principale capo di accusa - che Echelon abbia effettuato spionaggio industriale per conto di imprese private. Ammettiamo che l'amministrazione Clinton sia il principale obiettivo delle accuse. Se i francesi sospettano Clinton hanno le loro buone ragioni. Pochi presidenti americani in passato hanno lavorato così duro per ottenere il sostegno delle imprese girando il mondo con un seguito di amministratori delegati al traino. Clinton è diventato famoso per la quantità di denaro dei contribuenti speso in festeggiamenti. Non ci sorprenderebbe sapere che faccia un altro tipo di favori. Se le agenzie governative forniscono informazioni riservate alle aziende che si facciano almeno pagare ai prezzi di mercato. Editoriale Anche: LE
MONDE - 23/02/2000 HANDELSBLATT
- 24/02/2000 Bernd
Ziesemer THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 24/02/2000 THE
NEW YORK TIMES ON THE WEB - 24/02/2000 THE
NEW YORK TIMES ON THE WEB - 24/02/2000 THE
NEW YORK TIMES ON THE WEB - 24/02/2000 FINANCIAL
TIMES - 24/02/2000 THE
WASHINGTON POST ON LINE - 24/02/2000 ECONOMIA 7. USA. Internet. Banche dati. Pubblicità. CMGI Inc. www.cmgi.com Il cuore della CMGI Inc., società di punta dell'Indice Nasdaq, è la Engage Technologies Inc. che raccoglie informazioni dettagliate su milioni di utenti di Internet. La banca dati della Engage non contiene però informazioni personali, quali i nomi, i recapiti o gli indirizzi e-mail dei navigatori. Ciò è reso possibile dall'utilizzo dei "cookies". Almeno 35 milioni di navigatori sono stati schedati dalla Engage e ciascuno di essi ha un profilo che ne quantifica gli interessi in 800 categorie differenti. THE
BOSTON GLOBE ON LINE - 22/02/2000 8. USA. Internet. Firma digitale. www.zeroknowledge.com La società canadese Zero-Knowledge Inc. ha allo studio un sistema che garantisce l'anonimato nelle transazioni commerciali. Il sistema si basa sulla certificazione digitale (cifratura a chiave pubblica). Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 25 milioni di dollari da parte di investitori istituzionali. La Zero-Knowledge ha già attirato l'attenzione con un servizio che protegge la privacy degli utenti consentendo la scelta di nomi fittizi per l'invio di e-mail e per la visita di siti Web. THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 22/02/2000 9. USA. Internet. TRUSTe. www.truste.org Il marchio di privacy della TRUSTe viene assegnato solo ai siti che aderiscono a principi stabiliti di informazione, di scelta, di accesso e di sicurezza. THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 24/02/2000 10. USA. Telecomunicazioni. SignalSoft Corp. www.signalsoft.com La società SignalSoft Corp., con sede a Boulder (Colorado) ha messo a punto un software per gli operatori di reti telefoniche cellulari che vogliono entrare nei cosidetti servizi di localizzazione mobile. L'impiego a fini commerciali delle tecnologie di individuazione delle chiamate sulle reti cellulari solleva i timori dei gruppi pro-privacy. THE
WALL STREET JOURNAL INTERACTIVE - 24/02/2000 SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE 11. USA. Internet. Ricerche e sondaggi. Stanford University. Secondo il recente studio dell'Università di Stanford (cfr. PRIVACY W-NEWS N. 4/12) il Web ci rende più soli e più isolati di quanto già siamo. C'è il pericolo di peggiorare l'isolamento sociale e di creare un mondo sterile ed atomizzato senza emozioni umane. E' davvero così? Non confondiamo la fasciatura con la ferita? La privacy e la solitudine, anche l'anonimato, sono bellissimi quando vengono scelti. Quando sono imposti diventano spaventosi. Ma il problema non è Internet. Per prosperare sul piano emotivo la gente si deve sentire voluta, richiesta e stimata. Il nostro fallimento ad offrire questa prospettiva a molti cittadini precede di molto il World Wide Web. Janna
Malamud Smith 12. USA. Telesorveglianza. www.visionics.com La Visionics Corp. con sede a Jersey City (New Jersey) è società leader nel campo dei programmi di riconoscimento facciale. Questa tecnologia trasforma il viso umano filmato e scannerizzato in una "impronta digitale" capace di sostituire le passwords e i numeri di identificazione personale. Le associazioni per i diritti civili temono che il riconoscimento facciale possa essere usato per monitorare i movimenti di normali cittadini rendendo impossibile la conservazione dell'anonimato. THE
BOSTON GLOBE ON LINE - 22/02/2000
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