La
barba al palo
di
Ernesto Granpasso
Il
vecchio signore non ha molta voglia di festeggiare. Si porta sulle spalle
79 anni. E non c’è dubbio: se li è goduti. Pensa alla vita e riflette
sul fatto che davvero non si può avere tutto. Scappa un sorriso. E’ un
giorno che segna una svolta nella storia della sua famiglia. Il suo regno
non è più assoluto. Anche la corona d’Italia deve fare i conti con
quella brutta parola: globalizzazione. E’ contento comunque che il suo
regno si associ a quei vecchi signori americani della General Motors. Ha
sempre amato quel mondo al di là dell’Oceano, dove si considera di
casa. E’ strano, ora che la Fiat ha ceduto la sua sovranità sul mondo a
quattro ruote, ora che il suo potere d’influenza sul mondo industriale
italiano non è più né dovuto né scontato (chissà come ha fatto il
piccolo napoletano ad occupare la poltrona di Confindustria), i suoi
gioielli, i suoi giocattoli, brillano come non facevano da anni. Non si può
davvero avere tutto. L’immagine delle due rosse che macinano chilometri
e appaiono potente e affidabili più che veloci sono il segno che lui, il
vecchio signore, non è ancora tramontato del tutto in questo mondo.
E
poi la vecchia Juve, che forse in questi anni non assomiglia molto a lui,
non è un diamante, ma vince. E’ un po’ come le Fiat. Funziona, ha un
motore solido, la carrozzeria non è bellissima, ma è funzionale. Poco
affascinante, ma vincente. Il vecchio signore guarda poi il faccione
dell’allenatore bianconero. Si è comportato bene. Non se lo aspettava.
Il signor Ancelotti, allievo di Sacchi, è ricco di saggezza contadina. La
sua Juventus è un trattore, ma di quelli che fanno le gare nelle immense
strade americane. La sua Juventus ha qualcosa delle squadre di football,
giocatori veloci che si infiltrano nelle linee nemiche (come Inzaghi?),
una difesa atletica, rocciosa e scattante, cursori potenti e ben lanciati
in progressione. E poi, come nessuno in Italia, un regista e un uomo
dell’ultimo passaggio: Zidane e Del Piero. Il vecchio signore ci pensa
su un attimo. No, non vuole che la General Motors gli chieda anche questo:
una percentuale dei colori bianconeri.
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