Vita
di Gerry Adams. di Simone Navarra C'era una volta un giovane birraio che sognava il giorno in cui il paese dove era nato potesse dirsi veramente libero. Quel ragazzo cattolico e che iniziò la sua attività politica battendosi nel movimento per i diritti civili è Gerry Adams, presidente del Sinn Féin, partito che ha sempre lottato per un'Irlanda del Nord indipendente dall'Inghilterra. "Prima dell'alba" è la sua autobiografia, il resoconto onesto e disincantato di una vita spesa per veder riconosciuti principi fondamentali come "un uomo, un voto" e che ha dovuto sopportare arresti senza mandato, processi senza difesa, incarcerazioni dove era autorizzata la fustigazione, la tortura. Meno veemente del diario di Malcolm X, e visionaria del "Lungo cammino verso la libertà" di Nelson Mandela, la vita che si legge e le vicende a cui si partecipa sono tutte, anche le più crude e tragiche, percorse da un ottimismo e un humor che si potrebbe dire anglosassone, sempre che non suonasse come un'offesa. E si denota anche un profondo rispetto per gli accordi di ieri, il compromesso di oggi, la democrazia come grande forza di cambiamento. A quest'uomo con la barba e il perenne sorriso sul volto, primo di dieci figli, con padre operaio e madre casalinga, che ha conosciuto la fame e non ha potuto completare gli studi, oggi marito e padre, è affidato il futuro di un'area che per anni è stata zona di guerra e che dal 31 agosto 1994 - col primo e più importante cessate il fuoco - cerca il modo per uscire da una tradizione che ha messo gli uni contro gli altri in una faida prima sociale e poi religiosa. Il percorso è lungo e il traguardo, che sembra sempre dietro l'angolo, sfugge ogni volta che si è in dirittura d'arrivo, ma continua comunque ad essere inseguito, ad esser motivo di speranza, di futuro migliore. Gerry Adams, Prima dell'alba. |
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