Quello attorno al solstizio d’estate è uno dei periodi più
affascinanti da trascorrere nelle regioni settentrionali d’Europa.
Le cosiddette notti bianche hanno una lunga storia letteraria che
affonda le radici nelle saghe islandesi e, in secoli più vicini a
noi, sono state raccontate dal genio romanzesco dello scrittore
russo Fëdor Dostoevskij. Le notti
bianche di San Pietroburgo, alle latitudini baltiche. Il fenomeno
naturale è noto anche da noi: le agenzie turistiche specializzate
offrono in questo mese viaggi tutto compreso verso il luogo mito di
Capo Nord, su in cima alla Scandinavia, il vertice più
settentrionale del nostro continente, anche se di questi tempi basta
fermarsi ad Helsinki per addormentarsi con il cielo ancora azzurro.
Viaggiando più a nord, tuttavia, lo sforzo viene ripagato con uno
spettacolo ancor più grandioso, quello del sole di mezzanotte. Una
palla rossa che scivola lungo l’orizzonte marino, senza mai tuffarsi
di sotto. La luce eterna, per qualche settimana, ripaga del buio
deprimente nei mesi invernali quando tutto si inverte, e tra
Stoccolma e Goteborg albeggia alle dieci e il tramonto inizia alle
due del pomeriggio.
Per quanto si possa immaginare
un fenomeno naturale, la sua esperienza diretta è tutta
un’altra cosa. L’eclissi totale di sole appartiene a questo
genere di esperienze straordinarie, così come, restando in
area scandinava, l’aurora boreale che riempie di luci
pirotecniche le scure notti di ottobre. D’estate le giornate
si allungano anche nelle regioni più a sud, in Italia e in
Grecia, ma la luce le abbandona prima ancora di sedersi a
tavola per la cena. Non a caso la mitologia, oggi replicata
in mille feste che si richiamano alla tradizione pagana,
trova casa nelle repubbliche del nord. Una delle
celebrazioni più famose si svolge sulla spiaggia di Jurmala,
in Lettonia, a pochi chilometri dalla capitale Riga. Ogni
anno vi accorrono migliaia di giovani, da tutte le
Repubbliche baltiche e da mezza Europa.
Chi si accontenta, oltre a
leggere il romanzo poetico di Dostoevskij, può fare un po’
meno strada. E fermarsi in Europa centrale, a poche ore di
aereo dall’Italia. A giugno Bruxelles sfida la fama
ingenerosa che la accompagna, prolungando gli orari dei
ristoranti all’aperto fino a notte fonda, tanto la luce
rischiara la tavola fino alle ventitrè. E, un po’ più ad
est, Berlino accende le sue serate festose nei bar lungo la
Sprea o nei Biergarten attorno ai laghi. Il cielo resta
azzurrino fino a oltre le dieci di sera e, se si guarda in
fondo all’orizzonte, in realtà non diventa mai completamente
buio. Sui tavoli i camerieri dispongono le candele ma, con
un po’ di immaginazione, non è difficile raffigurarsi i
chiarori della Scandinavia. E’ il soffio dell’estate, in
attesa di vivere in autunno e in inverno notti bianche
artificiali, ma altrettanto festose, nelle città italiane.
(c)
Ideazione.com (2006)
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