L’inizio di
Marini trasuda sfiducia. Nessuno si aspettava abbracci del
centrodestra, ma le delusioni vengono dal centrosinistra: nessuna
azione coordinata; e Bertinotti addirittura sembra remare contro. Se
lo scopo del mandato esplorativo era di prendere – o meglio di
perdere – tempo sembra che l’iniziativa fallisca il suo scopo.
Ci
possono essere molte spiegazioni. Ad esempio, non volersi
compromettere in una situazione disperata. Ma sotto può
esserci anche un desiderio più o meno conscio di veder
Marini fallire: sia per invidia verso un personaggio di cui
negli ultimi giorni si sono spesso ricordati i meriti, sia
perché una nuova legge elettorale potrebbe danneggiare i
piccoli più dell’attuale, che tutti mostrano di disprezzare.
Nessuno crede a una possibile simbiosi Berlusconi-Veltroni,
ma la vita indipendente di un governo Berlusconi, e perfino
di un governo Veltroni, potrebbe togliere gran parte dello
spazio di cui i partitini usufruivano. La stessa facoltà di
designare dall’alto gli eletti è quasi più preziosa per i
capi di partiti di pochi eletti e quindi di pochi candidati
(a limite di se stessi).
(c)
Ideazione.com (2006)
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