Compito
principale di un prefetto è mantenere l’ordine pubblico. Per questo
ha alle sue dipendenze un questore, può commissariare i comuni,
dispone di una poltrona riservata nei principali teatri della città.
È raro, tuttavia, che si trovi nella situazione del governatore in
“La sommossa” di Giovanni Mosca. (“Quante sono le guardie?”. “Cinque
per ogni abitante”). Il tipo di sommossa che il prefetto deve
arginare si riduce il più delle volte ad attentati contro la
circolazione. Impedire la circolazione è la cosa più facile del
mondo, perché spesso il traffico si strozza da sé. Basta allora
sporgere un dito per dare l’impressione di aver paralizzato tutto ad
arte, per manifestare qualche verità. Basta che poche persone si
seggano per la strada (che male c’è?) per produrre un ingorgo di
enormi proporzioni. Basta che alcuni volontari si sdraino sui binari
(senza violare un divieto, perché non li attraversano) per
paralizzare una stazione. Questa attività è la più facile, la più
redditizia, la più vigliacca per coloro che si definiscono
variamente come no global, antiimperialisti, disubbidenti, e così
via.
In
Occidente i mezzi per contrastare il blocco non sono gli
stessi che in Cina. Là ce ne ha dato un esempio la piazza
Tienanmen: se a un carro armato è imposto un certo percorso,
su cui si trovano alcuni studenti, il carro armato non
cambia il percorso prescritto e gli studenti vengono
schiacciati. Qui i treni – che viaggiano su rotaia e quindi
non possono deviare – o schiacciano i manifestanti o si
fermano. Pertanto si fermano. Che cosa manifesti tale
manifestazione (che durante il Ventennio era chiamata col
termine più scientifico di “dimostrazione”) non è chiaro, ma
in ogni caso manifesta la debolezza delle autorità. La
circolazione è necessaria alla società come all’organismo. I
prefetti hanno per questo a disposizione forze di polizia
antisommossa e non dovrebbero esitare ad adoperarle appena
hanno notizia di un blocco stradale o ferroviario. Non
occorre intavolare lunghe trattative: basta cominciare a
caricare sui cellulari una percentuale di dimostranti, nel
modo più rude possibile: gli altri si disperderanno.
(c)
Ideazione.com (2006)
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