In una recente
trasmissione “Porta a porta” Marco Pannella ha deprecato l’eccessivo
spazio che i media danno al sommo Pontefice. L’episodio della
mancata lezione alla Sapienza di Roma ha senza dubbio aggravato la
situazione, perché per più giorni la Chiesa cattolica ha superato
perfino i coniugi Mastella nell’occupare i tempi e lo spazio dei
telegiornali. Probabilmente, però, il Vaticano non l’ha fatto
apposta. Col passare degli anni il bisogno di presenza di Pannella
si fa sempre più forte. Egli ha sempre dimostrato di saper attirare
l’attenzione più di altre personalità espresse dal radicalismo,
anche in momenti in cui avrebbero avuto più rilevanza di lui Emma
Bonino e Daniele Capezzone.
Poi a
Porta a porta Pannella si è adontato perché il
Rettore della Università Lateranense gli ha ricordato i
digiuni di cui si è servito per restare sulle prime pagine.
Non se ne vede il perché. Gli asceti hanno sempre praticato
il digiuno a scopo di purificazione e, al tempo stesso, di
miglioramento del ricambio. A giudicare dall’età il medesimo
obiettivo è stato raggiunto anche da Pannella. In altra sede
io gli rimprovererei piuttosto i suoi gusti in fatto di
donne. Ad esempio, quando era in grado di mandare qualcuno
in Parlamento scelse Cicciolina, che aveva il difetto
essenziale di non essere la più bella. Io avrei puntato, ad
esempio, su Moana Pozzi, posto che accettasse.
(c)
Ideazione.com (2006)
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