A leggere i
giornali si direbbe che ciascun uomo politico in vista abbia in
mente un progetto di legge elettorale che gli permetterebbe di
vincere le elezioni e di governare dopo averle vinte. Ma ho molti
dubbi. È più probabile che anche i politici più avveduti brancolino
nel buio e, al più, fingano di avere un piano per mettere nel sacco
gli altri. Ricordo quando Segni jr lanciò il referendum per il
maggioritario: sembrava dovesse risolvere il problema della
governabilità. Poi ci si accorse che moltiplicava i partitini e la
loro possibilità di ricattare la maggioranza. Allora si tornò al
proporzionale, al Mattarellum, a una quota per il proporzionale e
un’altra per il maggioritario; e la situazione non cambiò
egualmente. Oggi si pensa al modello tedesco di cancellierato, con
tanto di sfiducia costruttiva, ma a giudicare dall’attuale governo
italiano si direbbe più augurabile una sfiducia distruttiva.
Non
c’è dubbio che due diversi premi di maggioranza, uno per la
Camera e uno per il Senato dove il premio, essendo
regionale, statisticamente si annulla, garantiscano
piuttosto una ingovernabilità di principio. I maligni
sostengono che il centrodestra abbia introdotto apposta
questa clausola per impedire di governare al centrosinistra,
che si prevedeva avrebbe vinto le elezioni. La realtà è che
neppure gli specialisti riescono a collegare l’esito delle
elezioni alla legge elettorale: non tanto per l’incertezza
del voto, quanto per l’incertezza su ciò che potrà fare il
vincitore dopo aver vinto. Vi sono troppe variabili e una
sola costante, la Costituzione; anch’essa, del resto, non
invariabile e perciò oggetto di progetti contrastanti.
Ricordo le speranze suscitate dal referendum Segni, perché
ne discussi con persone che allora contavano. Ricordo anche,
però, che la delusione venne subito quando Segni prese a
“giudicare e mandare” in base a un suo criterio piuttosto
sinistro. E ricordo purtroppo che Montanelli per qualche
settimana lo seguì su questa strada scivolosa, mettendo in
forse il futuro de “il Giornale”. Oggi come oggi penso si
possa solo sperare di votare al più presto, quale che sia la
legge, e poi, in caso di successo, sperare nella
Provvidenza, che si manifesti nella fermezza del capo del
governo.
(c)
Ideazione.com (2006)
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