Negli archivi del
Politburo non riuscirei a mettere il naso, quindi non sono in grado
di dire se i colloqui tra Gorbaciov e varie personalità europee (da
Jaruzelski a Natta, a Brandt, a Mitterand, a Gonzalez, ecc.) siano o
no autentici. Ma la conclusione che ne trae Vladimir Bukovskij, con
l’ausilio del giovane Pavel Stroilov (recentemente anglicizzato)
regge, anche se ci si limita a guardare ai fatti: l’Unione europea
si presenta esattamente come se fosse stata progettata a espandere
l’Urss su tutto il continente. Di qui il titolo del libro edito da
Spirali, che premette una E all’Unione delle repubbliche socialiste
sovietiche Eurss. Gorbaciov ha avuto verso la Russia un merito
imperituro: rendersi conto che il sistema stava per implodere (o,
forse, era già imploso) e salvarlo estendendolo a tutta l’Europa.
Questa era stata progettata dopo il ’45, per uno scopo tutto
diverso, per non dire contrario al comunismo; ma il comunismo ha
sempre saputo trarre vantaggio dai propri nemici.
Il comunismo al potere in un
solo paese, difeso da Stalin, aveva retto fino agli anni
’70, ma era chiaro che non poteva far fronte alle spese
militari che richiedeva. Era dunque un tornare alle origini
la pretesa planetaria di espandere quanto meno il
“socialismo reale” in un sistema di vita universale. E il
metodo era stato già formulato dall’unanimismo propagandato
da Stalin sotto il simbolo della colomba della pace. Quanto
alla previsione che il capitalismo avrebbe pagato esso
stesso la corda con cui impiccarsi, era già stata formulata
fin dalle origini. Nel 1987 era impossibile includere in
questa attività suicida gli Stati Uniti, e probabilmente lo
è ancora oggi. Ma l’Unione euro-socialista di Delors era a
buon punto e bastava stendere la mano per raccogliere il
frutto maturo. In Francia, Olanda, Danimarca i democratici
oppongono tuttora una forte resistenza al progetto di
costituzione europea; ma delle contrapposizioni democratiche
tipiche dell’Occidente i comunisti si sono sempre fatti
beffe, intendendo per democrazia autentica l’assolutismo di
una ristretta casta gerontocratica. Quale è, appunto, la
Commissione europea. C’è anche un Parlamento elettivo, ma
destinato a dibattere questioni non decisive come le
dimensioni da imporre ai cocomeri o la forma delle banane.
Il libro
di Bukovskij e Stroilov non avrà vita facile. L’editore
italiano lo va presentando in molte città, ma il pubblico
che viene a queste presentazioni è già qualificato. A una
discussione più ampia, attraverso mezzi di comunicazione di
massa, si oppongono molti interessi politici ed economici.
Non sarà facile ottenere un successo di scandalo. La materia
di discussione non mancherebbe. La denuncia che il libro fa
della situazione europea, si può obiettare, è di parte. Ma
ricevere apertamente obiezioni del genere sarebbe già un
successo, ed è prevedibile che si farà di tutto per passare,
al contrario, la denuncia sotto silenzio. E per mantenere
l’Europa in una condizione obbrobriosa.
EURSS. Unione
europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche
Autori
Vladimir Bukovskij Pavel
Stroilov
Pagine 156
Prezzo euro 20,00
Collana
Saggistica
Spirali Edizioni
(c)
Ideazione.com (2006)
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