Abitare sul
luogo di lavoro ha permesso ai contadini del Nord Italia di
riscattarsi attraverso qualche secolo. Nel Meridione la situazione
era l’opposta, e ha conservato il latifondo, la mafia, la fuga dei
proprietari. Fra gli artigiani un tempo il problema non si poneva
nelle piccole città. Napoli e Milano cominciarono a sollevarlo
diventando megalopoli. Il fordismo e le economie di scala hanno reso
inevitabile il problema dei pendolari, perché è impossibile
concentrare la produzione dove è concentrata la popolazione e
viceversa. Di qui le megalopoli e il gangsterismo.
Le
metropolitane – cioè lo sfruttamento di tre dimensioni per
spostarsi anziché di due – risolvono il problema dei
pendolari in qualche regione come la “regione parigina”; e
il Giappone è diventato, al solito, il primo della classe
moltiplicando le ferrovie. In Italia, per contro, l’amore
per l’auto, incoraggiato dalla Fiat, ha prodotto il caos,
fino a bloccare per sei ore, il 25 giugno, treni a media e
lunga percorrenza alla stazione di Roma Tiburtina.
I
pendolari non vogliono pagare per intero il prezzo del
trasporto. Se i contratti di lavoro non fossero
inevitabilmente ottusi perché collegiali, il trasporto
potrebbe essere pagato dall’azienda quando ne valga la pena
(non quando sia più facile offrire a chi serve un alloggio
in loco, come ai direttori di banca). In Germania ragioni
professionali dividono spesso mogli e mariti in luoghi
distanti: anni fa, per quel che so, lo Stato permetteva di
detrarre i costi di trasporto, anche in automobile, una
volta alla settimana.
Una
soluzione futuristica sarà rendere tutto il lavoro a
domicilio, come quello degli scrittori. (Arnaldo Cipolla era
celebre per la sua capacità di scrivere reportage dalla sua
villetta alla periferia di Torino; di dove, del resto,
Emilio Salgari aveva descritto buona parte dell’Oceano
Indiano). Ma per ora il lavoro non è ancora del tutto
“virtuale”. Ci pensino dunque i lavoratori, prima di
scegliere un lavoro, e imparino più di un mestiere per
trovare facilmente chi li assuma e li risarcisca del costo
di trasporto, anziché diffondere la prepotenza di pochi a
danno di tutti.
(c)
Ideazione.com (2006)
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