Vi sono
servizi pubblici che si pagano con le tasse e servizi privati
oggetto di contrattazione. Tra i due il confine è mobile e, mentre
le ideologie individualistiche vorrebbero affidare ad agenzie
private perfino la difesa, gli statalisti si augurano di estendere
al massimo le attività dell’ente pubblico. Vi sono dappertutto, ad
esempio, centrali del latte quasi interamente in mano pubblica,
mentre non si vede perché il Comune debba occuparsi di darci il
latte, come se fosse una balia.
Di
solito l’offerta del servizio non è così diretta. L’ente
pubblico mette a disposizione del pubblico, cioè dei
privati, servizi che non si sa bene in che cosa consistano.
Spesso si tratta di informazioni sotto le quali c’è una
pubblicità occulta. Il Senato mette in vendita chiaramente
le pubblicazioni del Senato, ma la Camera dei Deputati ha
aperto un “punto Camera” che è difficile capire a che cosa
serva: non ai parlamentari, che dispongono già di locali e
portaborse, ma neppure, al momento, ai cittadini. Forse solo
a qualche curioso, o a chi vuol fare due chiacchiere e
scaldarsi se il tempo è freddo.
Gli
edifici pubblici, non a disposizione del pubblico ma a
carico dello Stato, si estendono a macchia d’olio. Una volta
mi persi in uno di essi uscendo dal Comitato di Bioetica; e,
girando per i corridoi, mi misi a leggere le targhe. Trovai
un gran numero di locali destinati a liquidare i debiti per
le olimpiadi invernali del Piemonte. Non so se questi debiti
siano stati tutti saldati ma, fino a qualche tempo fa, tra
gli enti da liquidare c’era ancora l’ufficio per saldare i
debiti del Ducato di Parma e Piacenza.
Sono
considerati servizi pubblici i trasporti, la raccolta dei
rifiuti, la manutenzione delle strade. Per gli incidenti
dovuti a voragini nelle strade i Comuni possono essere
condannati a pagare i danni; e la raccolta dei rifiuti può
essere organizzata meglio che in Campania, soprattutto se il
pubblico (cioè i privati) è chiamato a collaborare. Ma c’è
tutta una serie di “provvidenze” che fanno lievitare le
imposte e sono provvidenziali solo per un numero
ridottissimo di impiegati corrotti e di privati
profittatori.
(c)
Ideazione.com (2006)
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