L’onorevole
Bertinotti, a “Che tempo che fa”, ha tentato una difesa accorata
della politica: l’unica, ha detto, che intervenga là dove ci sono
disparità e ingiustizie sociali. Non la politica qual è oggi in
Italia (e in quasi tutti i paesi del mondo) ma quale dovrebbe
essere. Lui stesso si è detto attualmente fuori della politica:
quale presidente della Camera deve essere super partes, non perorare
in favore o contro questo o quello. Non sempre, però, l’onorevole
Bertinotti si è trovato super partes: tre anni fa, ad esempio, dai
banchi dell’opposizione avrebbe potuto indicare le cose da fare in
favore delle categorie sfavorite; e chi gli dava ascolto, giunto al
potere, poteva metterle in opera. Eppure così non è stato.
L’onorevole Bertinotti è sempre molto gradevole da
ascoltare. Il suo comunismo, affettivo più che effettivo,
non fa paura né ai nemici né agli amici. Ma, se la buona
politica fosse così efficace come sembrerebbe dai suoi
discorsi, non si capisce come mai sia così poco praticata.
Ci sono gli egoisti cattivi, senza dubbio, ma non dovrebbe
essere così difficile stanarli per chi agisce in favore dei
buoni maltrattati; che, tra l’altro, sono la maggioranza. Il
presidente della Camera ci ha dato un’idea abbastanza
precisa di quel che dovrebbe essere secondo lui un partito.
Ha detto – premettendo “molto laicamente” – che dovrebbe
essere come una Chiesa, con tanto di luoghi di riunione, di
campi da gioco, di oratorii. Non è giunto a dire “luoghi di
culto”, ma il suo concetto della politica è chiaro: una
politica profetica e non istituzionale.
(c)
Ideazione.com (2006)
Home
Page
Rivista | In
edicola | Arretrati
| Editoriali
| Feuilleton
| La biblioteca
di Babele | Ideazione
Daily
Emporion | Ultimo
numero | Arretrati
Fondazione | Home
Page | Osservatorio
sul Mezzogiorno | Osservatorio
sull'Energia | Convegni
| Libri
Network | Italiano
| Internazionale
Redazione | Chi
siamo | Contatti
| Abbonamenti|
L'archivio
di Ideazione.com 2001-2006