Se gli Usa
potessero sviluppare di fatto tutta la loro potenza militare,
batterebbero agevolmente una coalizione formata dal resto del mondo.
Questo uso della guerra ha fatto però il suo tempo e l’ultimo a
crederci rimase Napoleone. Oggi la guerra tradizionale è solo uno
degli strumenti di una “politica condotta con altri mezzi”, e il
difetto degli Usa non è di non capirlo, ma è di non tener conto
abbastanza del principio inverso, che la politica in genere è una
guerra condotta con altri mezzi. Sulla prima fase della guerra in
Iraq, ad esempio, non si finirà mai di discutere, ma un punto
dovrebbe essere chiaro: e cioè che si trattava solo di una prima
fase. In compenso contro altri nemici – che non sono Stati canaglia
ma sono ancor più pericolosi – appunto i mezzi di guerra
tradizionale andrebbero applicati con più decisione.
Prendiamo l’esempio dei produttori di papavero in
Afghanistan, i cui proventi non possono essere incassati da
un governo legittimo, però sono protetti dai talebani, che
ne traggono una sorta di tassazione. Ora, non sarebbe
difficile distruggere le coltivazioni di papavero con gli
elicotteri, privando i terroristi dei loro fondi e
difendendo gli occidentali dalla morfina. Più complessa, ma
analoga, la situazione in Venezuela: anche qui mezzi di
guerra tradizionali andrebbero impiegati contro la coca. C’è
un esempio svizzero da ricordare. Quando la Svizzera volle
limitare ai terreni più adatti la coltivazione della vite,
molti contadini rifiutavano di spiantarla, e la
confederazione mandò gli elicotteri. I contadini avevano
tutti un fucile in casa, come militari in congedo, e
spararono agli elicotteri: ma il risultato è che oggi il
vino svizzero è il più genuino del mondo. Così pure il
papavero afghano potrebbe restringersi alla produzione di
morfina come palliativo.
Qualcuno obietterà che in questo modo gli Usa si
inimicherebbero le popolazioni. In un primo tempo, non c’è
dubbio. In un secondo tempo è più probabile che i
coltivatori di papavero si ribellino contro i
narcotrafficanti e i talebani, che attirano incursioni sui
loro campi. Poi costerebbe meno organizzare un piano
Marshall in favore di quelle popolazioni. Anche durante
l’ultima guerra gli angloamericani bombardarono le città
europee: alla fine gli europei li accolsero come liberatori.
(c)
Ideazione.com (2006)
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