La politica deve ritrovare un'anima
di Domenico Mennitti
[24 mag 07]


È in crisi la politica? E lo è in misura così profonda da correre il rischio di ripercorrere le impervie strade dei primi anni Novanta? Serpeggia fra i cittadini un senso così profondo di sfiducia che può, da un momento all’altro, trasformarsi in disperazione? E’ diffusa nel paese la sensazione che non sia possibile che cittadini ed istituzioni riescano a trovare una sintonia nell’esercizio del governo e nella individuazione degli obiettivi futuri? Può davvero ripetersi lo spettacolo delle monetine lanciate contro Craxi, una manciata di denaro che seppellì protagonisti e partiti impantanati nell’interminabile dopoguerra italiano? Sul tema da qualche giorno si interrogano politici e politologi, cioè operatori e studiosi della politica, l’attività che a metà del secolo scorso un personaggio peraltro contraddittorio (si chiamava Tito e fu dittatore in Iugoslavia) definì “l’arte di interessarsi dei problemi degli altri sino a morirne”. La citazione vale a stabilire quanto sia cambiata la interpretazione della politica che nel crepuscolo della prima repubblica si ritrovò impoverita di idee, ma pure senza anima. Le idee, con le quali si costruiscono i programmi, subiscono il processo della evoluzione dei tempi e debbono cambiare perché il mondo pone senza sosta problemi nuovi che richiedono soluzioni adeguate; la seconda, quella che chiamiamo l’anima, esprime lo spirito della politica ed il temperamento dei suoi protagonisti. È l’elemento che mobilita o lascia indifferenti le masse, costruisce il successo o il fallimento di un uomo e di un partito.

Non si può sostenere che negli ultimi tre lustri non si siano agitate idee forti e moderne. Nel mondo, ma anche in Italia, ci sono stati cambiamenti profondi nella cultura e nella pratica della politica. La fine delle ideologie non è stato solo uno slogan ripetuto, magari anche per semplice moda, da tutti: è stato un passaggio epocale che ha comportato cambiamenti di mentalità, di esercizio delle funzioni, di comportamenti singoli e collettivi. Il fenomeno che gli esperti hanno definito “rivincita della realtà” ha prodotto effetti nelle analisi dei bisogni e nella ricerca delle soluzioni. A fatica, ma percorsi nuovi ed irreversibili sono stati avviati. Quel che la politica non ha ritrovato è l’anima, cioè il livello nobile della propria funzione. Governare una nazione non è come governare un’azienda, espressione che si ritrova sovente nel linguaggio neutro ed asettico dei tecnici. È ben altro, come sanno gli illustri accademici nominati ministri tecnici in molti sciagurati governi. È “l’arte” di rappresentare i cittadini, di vivere con la loro stessa sensibilità i tempi presenti, di definire le aspirazioni future, di alimentare le speranze quando ai più verrebbe di abbandonarle, di farli sentire uniti dal sentimento della comunità che supera gli egoismi, sconfigge le paure, mobilita verso la riscossa.

La politica non può essere una religione perché diverrebbe settaria, ma neppure si può esercitare quasi fosse materia di contabili impegnati a quadrare i conti della partita doppia. Non ha bisogno di martiri, ma di uomini forti e coraggiosi sì, altrimenti non esprime classi dirigenti ma corti di prudenti che non vogliono correre rischi. La religione ha i dottori ed i martiri, i primi per spianare le strade del sapere, i secondi per vincere le battaglie della vita. La politica rischia di reclutare una folla di dottori, intenti a curare se stessi (e gli interessi propri) piuttosto che cogliere i malori o gli slanci creativi della gente. La disputa sulla possibilità che la inadeguatezza della politica produca un nuovo terremoto è una occasione per riflettere, ma vorrei ricordare che per non essere travolti dagli eventi, occorre governarli. C’è il momento dell’analisi e quello dell’azione, guai se la politica sperasse di trascinarsi avanti affogando i pericoli in un mare di parole.

(c) Ideazione.com (2006)
Home Page
Rivista | In edicola | Arretrati | Editoriali | Feuilleton | La biblioteca di Babele | Ideazione Daily
Emporion | Ultimo numero | Arretrati
Fondazione | Home Page | Osservatorio sul Mezzogiorno | Osservatorio sull'Energia | Convegni | Libri
Network | Italiano | Internazionale
Redazione | Chi siamo | Contatti | Abbonamenti| L'archivio di Ideazione.com 2001-2006