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Bruxelles vara il
programma per i Balcani
Se a Belgrado la disputa è pro o contro l’Unione Europea, a Bruxelles si è
deciso di accelerare le politiche verso i Balcani. Il clima è mutato
rispetto a un paio di anni fa, l’impasse sulla Costituzione è stato
superato, l’ingresso dei 12 membri dell’Europa centro-orientale e
mediterranea viene rapidamente digerito, l’apertura delle frontiere di
Schengen di tre mesi fa comincia a mostrare effetti positivi smentendo le
Cassandre del catastrofismo. Dunque, si spiana la strada a quelli che
vengono comunemente definiti i Paesi dei Balcani occidentali: Albania,
Montenegro, Bosnia, Macedonia e Serbia. Geograficamente vi sarebbe inserita
anche la Croazia, che tuttavia può essere considerata ormai molto vicina
all’ingresso nell’Ue (ne parliamo nel prossimo paragrafo). La presidenza
europea della Slovenia sta ben lavorando su questo piano, trovando maggiore
disponibilità rispetto a quanto accadde nel 2006 alla più potente Austria
(altro Paese filo-balcanico). Il risultato è la comunicazione della
Commissione europea intitolata “Rafforzare la prospettiva europea”, di cui
ci parla
Osservatorio sui Balcani, mentre l’intero dossier sul nuovo allargamento
potrete trovarlo direttamente sul sito della
Commissione europea.
Croazia, approdo
in vista per il 2011
E i progressi della Croazia sono tali che la Commissione europea ritiene
possibile che il Paese completi i 16 capitoli rimanenti dei 35 che
compongono il suo dossier entro il 2009. Questo consentirebbe a Zagabria di
entrare nell’Ue nel gennaio 2011. Due anni e mezzo dovrebbe dunque durare il
purgatorio croato, poi l’Europa si fregerà di una nuova stella, la
ventottesima. Lo ha annunciato lo stesso presidente della Commissione José
Manuel Barroso nell’incontro con il premier croato Ivo Sanader, ed è la
prima volta che da Bruxelles giunge un riconoscimento così esplicito. Frutto
anche della rinuncia del governo croato alla zona di protezione di pesca di
cui ci parla
Ansa Balcani e
Transition Online: una decisione (cui era interessata anche l’Italia) in
chiaro spirito europeo, che lascia ben sperare nelle possibilità di
collaborazione fra paesi confinanti (in questo caso Italia, Croazia e
Slovenia) che hanno tutto l’interesse a lasciarsi alle spalle le
incomprensioni del passato. Il
Financial Times descrive l’incontro fra Barroso e Sanader,
il sito della
Commissione ci tiene aggiornati sullo stato dei progressi croati. Intanto a
L’Aja si prepara il processo contro il generale Ante Gotovina e altri due
militari croati, accusati di crimini di guerra compiuti nel 1995 contro i
serbo-croati della regione della Krajina orientale. Della questione ci parla
la
BBC. La figura del generale Gotovina è in patria assai controversa:
colui che secondo le accuse europee è un criminale per molti croati resta un
eroe. Tuttavia, la capacità di Zagabria rispetto a Belgrado di mantenere
sotto traccia queste polemiche è la misura della vicinanza della Croazia
agli (e della distanza della Serbia dagli) standard europei.
Libri dall’Est:
la Croazia ospite d’onore alla Fiera di Lipsia
A completare il momento magico della Croazia c’è il posto d’onore riservato
alla sua letteratura dalla
Fiera di Lipsia, in corso questo fine settimana nella città tedesca.
Lipsia contende a Francoforte il ruolo di capitale europea dei libri. Negli
ultimi anni, tuttavia, le due fiere si sono specializzate e Lipsia ha
recuperato il ruolo di osservatorio privilegiato per la letteratura della
Mitteleuropa e dell’Europa centro e sud-orientale. Quest’anno ospite d’onore
è, appunto,
la Croazia, che presenta ai lettori europei un panorama molto articolato
e non più esclusivamente legato alle memorie della guerra civile che ha
insanguinato il Paese negli anni Novanta. Dalla
Frankfurter Allgemeine
Zeitung lo speciale
sulla Fiera dell’Est.
Libri dal
Levante: Israele (boicottata) ospite d’onore alla Fiera di Parigi
Da Lipsia a
Parigi, cambia la latitudine ma la direttrice dell’interesse resta
l’Oriente. Con una complicazione. Con il sessantesimo anniversario della
fondazione dello Stato d’Israele è parso opportuno agli organizzatori
parigini riservare a Israele il posto di invitato d’onore. Cosa che ha fatto
infuriare la maggioranza dei Paesi arabi, che hanno deciso di boicottare la
manifestazione. Scortato da imponenti misure di sicurezza, il capo della
Stato israeliano Simon Peres ha inaugurato giovedì scorso la fiera parigina,
come riportato da
Le Figaro. Il motto è semplice: i libri e la cultura non ammettono
boicottaggi.
Go West, go East
Ma dal versante est-europeo arrivano a Bruxelles anche nuove tensioni,
sempre legate ai rapporti con gli Stati Uniti. Ce ne parla il
Financial Times. A dividere in due l’Europa è ancora la speciale
relazione che gli Stati appartenenti all’ex blocco comunista hanno con
Washington. A far scoppiare l’ennesimo caso è stata la Repubblica Ceca, che
ha concluso con gli Usa un accordo bilaterale di facilitazione sui visti e
sulla circolazione interna dei cittadini dei due Paesi. Estonia, Lettonia e
Slovacchia sono sul punto di stringere un simile accordo. E, secondo
indiscrezioni, anche i rimanenti Stati entrati nell’Ue con la doppia
infornata 2004-2007 si sono incamminati sulla stessa via. L’Unione (e i
paesi dell’Europa occidentale) considerano questo argomento di pertinenza
comunitaria. I Paesi dell’Est accusano invece – e non senza ragione – quelli
occidentali di beneficiare già da tempo dell’opportunità di non dover
richiedere visti per i loro viaggi negli Stati Uniti e di voler mantenere
questo privilegio a loro discapito. Insensibilità e forzature si mescolano
come sempre in queste occasioni, lasciando da parte il buon senso che
faciliterebbe il raggiungimento di un accordo.
Francia, i dolori
del giovane Sarkozy
Ultima annotazione per il secondo turno delle elezioni comunali francesi. Il
partito di Sarkozy sembra aver ammortizzato la doccia fredda del primo
turno, anche se non è ancora chiaro come il presidente intenda reagire al
calo di popolarità. A destra, alcuni hanno quasi tirato un respiro di
sollievo: è stata una sconfitta ma non una disfatta. Se il presidente
comprende il messaggio, ci sono i margini per recuperare. Più accorta e
meditata appare l’analisi del capo del governo François Fillon, riportata da
Liberation. Intanto l’Ump prova a ripartire da Marsiglia, dove i
sondaggi accreditano un margine di vantaggio, e spera che la legge
elettorale faccia ancora una volta giustizia delle velleità centriste di
Bayrou. Magra consolazione, tuttavia. I socialisti hanno recuperato alla
grande e il crollo di fiducia in Sarkozy, dopo neppure un anno di
presidenza, è da guinnes dei primati. Analisi e risultati da domenica sera
sulle prime pagine di
Le Monde,
Le Figaro,
Liberation.
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