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Belgrado:
ennesimo voto, ennesimo bivio
E per cominciare a raccapezzarsi nel caotico quadro elettorale serbo, ci
affidiamo all’esaustivo articolo in italiano di
Danijela Nenadic su Osservatorio sui Balcani. Il voto politico si somma
a quello amministrativo. Ma gli elettori sono stanchi e seguono con
disinteresse il dibattito: si sono recati alle urne poche settimane fa per
il doppio turno presidenziale e un anno e mezzo fa per le precedenti
politiche. Tuttavia la campagna elettorale procede. Sul sito della
Bbc il classico Q&A di stampo anglosassone, Questions and Answers, utile
per informarsi sui dati essenziali del voto: candidati, alleanze, programmi,
prospettive. Dal berlinese
Tagesspiegel, invece, un reportage da Belgrado. Un pronostico lo azzarda
Balkan Insight, per il quale i democratici di Tadic stanno recuperando
terreno sui nazionalisti (che qui vengono chiamati radicali), partiti in
vantaggio, sull’onda della rabbia per l’indipendenza kosovara. Forse è anche
merito delle recenti mosse di Bruxelles, come quella di facilitare il regime
dei visti che oggi regola l’ingresso dei cittadini serbi nell’Unione Europea
di cui parla lo
Spiegel.
Ansa Balcani ci ragguaglia sul tentativo delle autorità di Belgrado di
istallare seggi elettorali nelle enclave serbe in Kosovo: l’Onu non osteggia
ma non riconoscerà i risultati del voto.
Il voto serbo
negli approfondimenti degli speciali
Per inquadrare nel contesto storico l’appuntamento elettorale serbo, ecco di
seguito alcuni approfondimenti su alcune questioni aperte. Sul ruolo
dell’Unione Europea un’analisi da
Le Figaro. Sulle conseguenze dell’indipendenza del Kosovo un saggio di
Limes, e due interventi dello studioso Charles A. Kupchan, il primo da
Foreign Affairs, il secondo dal sito del
Council on Foreign Relations. Di grande utilità sono gli speciali
realizzati da alcuni siti-riviste specializzate sulla politica balcanica,
che contengono articoli, analisi, interviste e opinioni che hanno il pregio
di non essere schiacciate solo sulla stringente attualità elettorale. In
italiano
Osservatorio sui Balcani. In inglese
Balkan Insight. In francese
Courrier des Balkans.
L’Eurovision a
Belgrado
Breve digressione verso il mondo dello spettacolo. L’impressione è che a
Belgrado, più che sulle elezioni, siano concentrati sul prossimo
appuntamento
dell’Eurovision, il festival europeo della musica che quest’anno verrà
ospitato proprio dalla capitale serba. E anche questo potrebbe essere
considerato come un segno dei tempi moderni. La Serbia, d’altronde, si è
aggiudicata con Marija Serifovic la precedente edizione e caroselli
strombazzanti di auto salutarono il successo dello scorso anno: quasi più
che una finale di calcio. Nei paesi dell’ex blocco est-europeo questo
festival musicale, che l’Italia colpevolmente snobba da qualche tempo (ma
quest’anno si recupera con sanmarinesi e svizzeri) è molto sentito. E’
comunque l’evento musicale più seguito al mondo e, assieme a improbabili
motivi canori, mette in scena il meglio del trash continentale, oltre a
scatenare inedite e divertenti alleanze trasversali fra i votanti. Una via
di mezzo tra una serata Erasmus, una bevuta di assistenti al parlamento
europeo, una gita fuori porta di studenti del Goethe Institut. Sugli
schermi, dal 20 al 24 maggio. Digressione per digressione, segnaliamo un
blog invece che un giornale: gli italiani che volessero seguirlo, potranno
farlo sul blog di
Sergio Longoni.
La Slovacchia
adotta l’euro dal 2009
La zona euro si allarga. E dal primo gennaio 2009 anche la
Slovacchia entrerà a farne parte. La piccola nazione centro-europea ha
compiuto passi da gigante negli ultimi anni, smentendo le previsioni di chi
la vedeva relegata a un ruolo marginale dopo la decisione di staccarsi da
Praga. Al contrario, la Slovacchia si presenta oggi come una delle nazioni
più vitali dell’ex blocco comunista al pari delle più famose Repubbliche
Baltiche (ma a Tallin il riacutizzarsi dell’inflazione ha posticipato
l’adozione dell’euro dal 2007 al 2011). Bratislava è divenuta il simbolo del
boom economico di questi ultimi anni. Una crescita che si è accompagnata a
una buona gestione dei conti pubblici e che ha favorito il risanamento del
bilancio statale. Così, la Commissione Europea e la Banca Centrale
certificano i progressi, valutano il rispetto dei criteri di Maastricht e
danno il via libera all’ingresso nell’euro. La Slovacchia segue,
nell’ordine, Slovenia, Cipro e Malta, le tre nazioni dell’allargamento del
2004 che hanno già compiuto questo passo.
Königsberg-Kaliningrad,
alla ricerca della memoria perduta
Sempre delicato per la Germania il recupero del proprio passato ad est, nei
territori che furono prussiani prima della seconda guerra mondiale. Un
passato che oggi non viene più vissuto in luce revanscistica ma solo storica
e sentimentale. Può però anche costituire, nel quadro dei nuovi orizzonti
europei, un legame, un ponte fra est ed ovest. E’ il caso dell’antica Königsberg,
la città natale – fra i tanti – di Emmanuel Kant. Da sessant’anni si chiama
Kaliningrad e oggi è un’enclave russa all’interno dell’Unione Europea. Dopo
la guerra, con l’Unione Sovietica estesa alle tre Repubbliche Baltiche,
Kaliningrad era collegata alla nuova madrepatria, ma dopo la fine dell’Urss
e l’indipendenza di Estonia, Lettonia e Lituania, l’antica città baltica si
è venuta a trovare isolata. Il settimanale renano
Rheinischer Merkur offre ai suoi lettori questo reportage che si spinge
sulle tracce del passato tedesco per riconnetterlo al suo presente russo.
Calcio europeo,
finali di coppa prima degli Europei
In Svizzera e Austria è ormaii tutto pronto per il fischio d’inizio dei
campionati europei di calcio. Il
calendario: inaugurazione a Basilea il 7 giugno, finale a Vienna il 29
giugno. Tra pochi giorni si disputano le finali delle coppe continentali per
squadre: a Mosca per la
Champions League Manchester United-Chelsea, praticamente una
continuazione del duello che le sta opponendo in Premier League; a
Manchester per la
Coppa Uefa Ranger Glasgow-Zenit San Pietroburgo, con uno strano incrocio
tra città e squadre che riporta il calcio russo in primo piano.
Calcio, come cambia il potere del pallone
In fase di chiusura sono anche i rispettivi campionati nazionali. Il calcio
è da sempre un’interessante cartina di tornasole anche degli equilibri
politici, economici e sociali del mondo (come dimostra proprio il caso dello
Zenit targato Gazprom): tra il serio e il faceto, questa panoramica del
football europeo a fine stagione, con le squadre che hanno già conquistato
il titolo nazionale. In Spagna si conferma il
Real Madrid sotto la guida del tedesco Bernd Schuster. E in Germania
torna alla ribalta il
Bayern Monaco di Luca Toni, che ha vinto anche la coppa nazionale.
Sprint finale per il
Rapid Vienna che ha superato nella volata finale il Salisburgo di
Giovanni Trapattoni, trasferitosi in terra irlandese per allenare la squadra
nazionale (e al quale vanno i complimenti e la stima per
come si lancia alla sua età nello studio delle lingue dei paesi nei
quali va ad allenare, a differenza di altri, più giovani e forse più
presuntuosi, allenatori italiani). Come detto, primo atto della sfida
Manchester-Chelsea in
Premier League, in attesa del secondo a Mosca: testa a testa nell’ultima
giornata, ma il Manchester ha una migliore differenza reti. L’esito sarà
comunque noto nel momento in cui leggerete questa rubrica. Fiato sospeso
in Francia, dove il Bordeaux sta rimontando sul Lyon: due giornate al
termine e due punti di ritardo. E ultimi fuochi anche in Italia, dove l’Inter
cerca di resistere all’ultimo ritorno della Roma.
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