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Il futuro della diarchia di Mosca
Ora che le elezioni sono passate, il mondo si chiede come sarà la
Russia della diarchia Medvedev-Putin. Prevale certo l’impressione che,
almeno nei primi tempi, la continuità sarà la linea guida della non troppo
strana coppia (The
St. Petesburg Times). Ma anche la consapevolezza che qualcosa si è messo
in movimento nel grande corpaccione della politica russa e che anche i
sodalizi più solidi, in politica, sono destinati ad alterarsi nel momento in
cui gli equilibri mutano. Ora che i ledaer dei Paesi occidentali si
preparano a fare la diretta conoscenza di Dmitry Medvedev, mister Gazprom,
l’atteggiamento – corretto o sbagliato che sia – è quello di capire, più che
di giudicare. E’ quello che racconta
Olaf Koens su Russia Profile, offrendoci un primo orizzonte generale
sugli umori delle cancellerie europee. Mentre la stessa rivista ci offre un
punto di vista differente
sulla campagna elettorale (e dunque sulla situazione politica russa) che
non mancherà di far discutere. Così come
questo reportage su cosa si muove dietro le quinte del gigante
dell’energia Gazprom.
Torna il sereno sull’asse Parigi-Berlino
Venti di pace, almeno per il momento, tra Germania e Francia sul fronte
dell’Unione mediterranea, il progetto avanzato dal presidente francese
Nicolas Sarkozy e apertamente osteggiato dalla cancelliera Angela Merkel. Ne
avevamo parlato la scorsa settimana, evidenziando come questa frizione fosse
solo una delle tante che hanno deteriorato l’asse franco-tedesco, nonostante
la vicinanza ideologica (ma non caratteriale) dei leader oggi a capo dei due
Paesi. Merkel e Sarkozy si sono incontrati all’inizio della settimana, al
margine del Cebit, la fiera internazionale della tecnologia in corso ad
Hannover, appianando almeno su questa questione i contrasti. I termini
dell’accordo visti da Parigi (Le
Figaro) e Monaco (Süddeutsche
Zeitung). Tutto bene, dunque, fino al prossimo screzio.
Macedonia? No, grazie
Non c’è verso, invece, di allentare la tensione fra Grecia e Macedonia,
neppure quando in ballo ci sono gli interessi della Nato. Il nome del
piccolo Paese balcanico non viene riconosciuto da Atene, che insiste sul
fatto che quel nome – Macedonia appunto – appartiene alla storia e alla
tradizione ellenica, indica la regione più settentrionale della Grecia e non
può essere “espropriato” da un’altra nazione. La storia prosegue ormai da
oltre un decennio, il Paese balcanico viene indicato sulle mappe ufficiali
dell’Unione Europea con il curioso acronimo Fyrom (a causa del veto greco) e
la querelle, come ci racconta la
Bbc, prosegue anche in questi giorni.
Irlanda del Nord, l’addio del Reverendo
A Belfast lascia il posto di primo ministro uno dei politici più controversi
della storia nord-irlandese, il reverendo Ian Paisley. Il britannico
Telegraph ne racconta la lunga carriera politica ricca di
contraddizioni, colpi di scena, estremismi e sorprese.
Eni e Hugo, affari nel segno del realismo
Approfondimenti del quotidiano finanziario inglese
Financial Times sull’accordo concluso una settimana fa tra l’italiana
Eni e Hugo Chàvez per un investimento di
4 bilioni di dollari nel settore energetico. Il giornale britannico
evidenzia come l’impegno dell’azienda italiana rappresenti l’investimento
più consistente di un’impresa occidentale da quando Chàvez ha conquistato il
potere e segni la graduale ripresa dei rapporti internazionali con il regime
venezuelano. Ma ricorda allo stesso tempo che non tutte le aziende ritengono
di dover concludere affari con il bizzarro populista sudamericano. A Roma,
evidentemente, non si fanno troppi scrupoli: meglio cooperare piuttosto che
litigare, anche perché gli sviluppi dell’accordo appaiono estremamente
vantaggiosi per entrambi i contraenti. Ricordando le polemiche scoppiate in
Italia ai tempi degli accordi con la Gazprom russa, pare quantomeno
singolare il sostanziale silenzio sull’argomento di questi giorni.
Movimenti automobilistici
Restando in campo economico, mentre in Italia il mercato automobilistico
registra la brusca frenata della Fiat negli ordinativi di febbraio, in
Europa si registra grande movimento. Sull’acquisto di Volskwagen da parte di
Porsche ha scritto su
Ideazione in settimana Giovanni Boggero. La società di Wolfsburg aveva
tuttavia lunedì scorso acquistato il pacchetto di maggioranza della
compagnia svedese Scania, specializzata nella costruzione di camion e tir. I
dettagli ancora sul
Financial Times.
I dolori dell’anziano Martin Walser
I libri di Martin Walser sono, da sempre, uno degli eventi classici della
scena letteraria tedesca. Ma questa volta l’attesa è stata ancora più
grande, perché Walser si è misurato con la riflessione su uno dei momenti
più delicati della biografia di un mostro sacro della letteratura tedesca ed
europea: Johann Wolfgang Goethe. L’innamoramento in tarda età (a 73 anni)
del genio tedesco per la diciannovenne Ulrike von Levetzow, nello scenario
termale di Marienbad. Titolo del libro: Ein liebender Mann, un uomo che ama.
Il settimanale renano
Rheiniscer Merkur ha intervistato Martin Walser, interrogandolo a
trecentosessanta gradi sui temi della vecchiaia, dell’amore fra esseri umani
di generazioni differenti, fino a scivolare sul terreno della politica dove
Walser si spinge a evidenziare la necessità della presenza nella politica
tedesca della Linke, la formazione della sinistra radicale che sta
paralizzando la Repubblica di Berlino.
E non indurci in tentazione
Chiudiamo
la rubrica di questa settimana con una gustosa storiella di cronaca
proveniente dalla cattolicissima cittadina bavarese di Würzburg. Dove un
monaco benedettino del monastero di Maria Laach è stato arrestato dalla
polizia per aver
rubato un film pornografico in un sexy-shop. Il monaco, cinquantenne,
svolge la sua attività a stretto contatto con i giovani, dei quali è
confidente (in tedesco il suo compito suona particolarmente impegnativo,
“Jugendseelsorger”). Inevitabile la perquisizione domiciliare: il monaco era
un vero e proprio appassionato del genere e conservava nel suo alloggio
oltre 40 dvd dal contenuto inequivocabile. Presumibilmente, tutti rubati.
Così i peccati da confessare sono due. Moltiplicati per quaranta. Fanno
almeno ottanta Ave Maria.
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